venerdì 6 dicembre 2013

Vi colpirà l'anima

Un monaco zen siede nel silenzio della sua cella, prende un pennello e con grande concentrazione fa un cerchio che si chiude, l'ultimo gesto della mano su questa terra. Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos'è stata la sua vita e di cos'è la vita: «Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto», dice. Così, all'Orsigna, sotto un albero a due passi dalla gompa, la sua casetta in stile tibetano, in uno stato d'animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. Ai giovani in particolare ricorda l'importanza della fantasia, della curiosità per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalità inimitabile della sua voce, che qui si è cercato di restituire intatte, lasciano trasparire la serenità di chi non lotta più, felice di un'esistenza fortunata, ricca di avventura e amore. Questo libro è un testo unico che racchiude tutti i suoi libri precedenti, ma anche li precede e li supera. «Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte.» Un testo che è il suo ultimo regalo: il nuovo libro di Tiziano Terzani.


"...e se io e te ci sedessimo ogni giorno per un'ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita?"

Con queste parole Tiziano Terzani invita il figlio Folco ad ascoltare il suo ultimo racconto, una rivisitazione della sua vita passata in giro per il mondo (Cina e Asia in primis), ma anche una sorta di testamento spirituale.
Leggere questo libro è quasi come assistere a una chiacchierata tra padre e figlio, quasi come essere con loro all'Orsigna, un posto magico secondo Terzani, preferito anche alla sua amata Asia per trascorrere i suoi ultimi mesi di vita. Un dialogo tra padre e figlio iniziato col canto del cuculo e finito tre mesi dopo; un dialogo sincero, profondo, intimo, partendo dall'infanzia in povertà di Terzani per arrivare ai primi viaggi in Asia (Cambogia, Vietnam, Cina, India e il fallimento del Giappone), attraverso la sua carriera, i suoi scritti, i suoi libri, per arrivare poi al ritiro ascetico sull'Himalaya e al suo ritiro dal mondo nella gompa dell'Orsigna.
Un libro sincero sull'incredibile vita di quest'uomo, in grado di mostrarti l'importanza di fermarsi un attimo in un mondo in cui tutto si muove sempre troppo in fretta, l'importanza del silenzio, dell'ammirare un paesaggio e di sentirsi parte di un tutto. Un libro illuminante, nella sua semplicità di dialogo, e a tratti lungimirante come si può vedere da questa citazione che risale al 2006 (anno di uscita del volume):


"Piccoli negozi che chiudono per lasciare spazio ai supermercati; fabbriche che scompaiono perché cambia l'economia; gente che viene sottoposta a ritmi di lavoro spaventosi, che vive in cubicoli sempre più piccoli, sempre più sola, sempre più alienata. Oggi è così, qui in Italia."

La vita è un viaggio e nessuno è in grado di spiegarti come va vissuta, però c'è sempre da imparare leggendo come l'hanno vissuta altri prima di noi. Non c'è solo un motivo per leggere questo libro, ma preferisco che siano direttamente le parole di Tiziano Terzani a consigliarvelo:


"Allora, questa è la fine, ma è anche l'inizio di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere insieme se, tutto sommato c'è un senso."




 La fine è il mio inizio,
Tiziano Terzani,
Longanesi, 2006 

Buona lettura,
Vi.

sabato 9 novembre 2013

La trilogia del Cimitero dei Libri Dimenticati

A Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Juliàn Carax, l'autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti parallelismi con la propria vita...





Non si tratta certamente di una novità e credo che siano in pochi ormai a non aver letto la trilogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, eppure entrando in libreria lo potrete trovare ancora in bella mostra, esposto su una pila, non infilato in uno scaffale. Perché Zafon ha la capacità di attrarti a sé, di rapirti con le parole, le immagini e tenerti stretto fino all'ultima pagina del libro. La trama può sembrare banale, o creata commercialmente per vendere, giocando sul fatto che la maggior parte dei lettori vorrebbe davvero che esistesse un posto in cui poter mettere al sicuro i libri e salvarli. Quasi fosse un tentativo di richiamare alla memoria la ragazzina di Fahrenheit 451, che andava contro la legge pur di salvare i libri dal rogo. 
A Zafon però non si possono certo negare incredibili doti di scrittura, arricchite da una altrettanto incredibile capacità di descrizione. Chiunque sia stato almeno una volta nella sua vita a Barcellona la ritroverà immediatamente in questo libro. Ogni angolo, ogni via, ogni scorcio sembrerà quasi parlarvi, ricordarvi che voi lì ci siete stati, e non potrete fare a meno che immaginarvi di fianco a Daniel, il giovane protagonista della storia, e vivere con lui questo viaggio tra passato e presente, tra la Barcellona di ieri e quella di oggi.

A questo libro ne seguono altri due: Il gioco dell'angelo e Il prigioniero del cielo. Leggeteli e poi abbandonate immediatamente Zafon, se ve ne siete innamorati non leggete più nient'altro suo in modo da conservare ancora quell'alone di romanticismo che la sua scrittura e le sue storie vi lasciano nella memoria. Purtroppo il successo dilagante da questo suo primo libro lo ha costretto a scriverne molti altri in troppo poco tempo, rendendoli così tutti simili tra di loro e totalmente privi della magia che lega invece questa sua trilogia.


Il gioco dell'angelo
Il prigioniero del cielo

















L'ombra del vento, 
Carlos Ruiz Zafon
Mondadori, 2006

Buona lettura, 
Vi.

venerdì 11 ottobre 2013

L'amicizia è per sempre

Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933...

Racconto di straordinaria finezza e suggestione L'amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele e Portogallo; arriva in Italia nel 1986, pubblicato da Feltrinelli.

Il racconto si basa sui reali ricordi dell'adolescenza rivissuti dall'autore, Fred Uhlman. Nucleo centrale del libro è l'amicizia tra i due protagonisti, un'amicizia che nasce quasi per caso, grazie a una passione comune, e continuerà fino a quando non sarà il mondo intero ad ostacolarla. Infatti, questo forte legame che lega i due ragazzi, si spezzerà dopo solo un anno quando, con la promulgazione delle leggi razziali, il giovane ebreo Hans sarà costretto a fuggire negli Stati Uniti. Il loro rapporto si era, però, incrinato già da diverso tempo; da quando Konradin, sotto la pressione dei genitori, decise di iscriversi al partito nazionalsocialista. Quest'episodio segnerà per sempre la loro amicizia. Solo dopo un'intera vita i due amici potranno ritrovarsi, instaurando un profondo legame spirituale, un legame esistente solo nelle vere amicizie, che va oltre i tempi e i confini.

Ho riletto questo libro dopo molti anni, comprendendone meglio certi aspetti, ma già ricordo che mi colpì molto quando lo dovetti leggere da ragazzina per la scuola. Uno dei capolavori del secolo scorso che, in meno di cento pagine, rende eccezionalmente l'idea di amicizia, di quel legame vero e profondo che, anche se sembra spezzarsi, in qualche modo ci ritrova sempre.

L'amico ritrovato,
Fred Uhlman,
Feltrinelli, 1986

Buona Lettura,
Vi.

giovedì 12 settembre 2013

Il surreale, l'amore... la realtà


Colin è un giovane parigino ricco e annoiato. Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick, il suo migliore amico, un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre. Poi, nella vita del signorino, entra in modo esplosivo l'amore. L'incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni. Per la cerimonia nuziale Colino non bada a spese. Nella chiesa, ridipinta di fresco a strisce gialle e viola, entrano anche le nuvole, profumate di coriandolo e di erbe di montagna. Gli sposini si imbarcano in un lungo e stralunato viaggio di nozze nel Sud della Francia, scortati dal cuoco di Colin, Nicolas. Al ritorno dal viaggio Chloé però non sta bene, si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, una ninfea che le impedisce di respirare.Mentre il tempo scorre sempre più veloce, l'appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto...

Solo leggendo la trama si può capire che non si ha tra le mani un comunissimo libro, ma qualcosa di più. E non solo per il significato o la trama; sono le parole e i personaggi a rendere questa storia magica, nel senso più comune del termine. Infatti, leggendo La schiuma dei giorni, si è catapultati dentro un mondo del tutto fuori dall'ordinario, surreale; sembra quasi di entrare direttamente nella testa dell'autore, Boris Vian, circondati da simpatici topini, case che mutano forma e dimensioni, fantasiose e molte volte immangiabili ricette. Non lo si può inserire in nessun genere preciso, se non nell'ampissima e infinita definizione di romanzo, per quanto è straordinario e fuori dagli schemi.
Un libro particolare, un autore folle. Leggendolo possiamo capire come la fantasia umana non abbia limiti e come sia giusto non porgliene. Nonostante il finale via via sempre più tragico, è un libro in grado di risvegliare in chiunque la fantasia e l'immaginazione di quando si era bambini.

P.S: chiunque di voi sappia molto bene il francese consiglio di leggerlo in lingua originale per apprezzare meglio i vari giochi di parole e le metafore linguistiche e Vian ama usare.

P.P.S: Oggi, 12 settembre, è uscito al cinema il film tratto da questo libro, "Mood Indigo" con Audrey Tautou, di cui vi mostro la locandina:



"Questa storia è totalmente vera, perché io me la sono inventata da capo a piedi." - Boris Vian












La schiuma dei giorni,
Boris Vian,
Marcos y Marcos, 2005

Buona lettura, 
Vi.

venerdì 6 settembre 2013

Il Libraio di Selinunte, pifferaio magico di parole.

Nicolino è stato bambino a Selinunte quando ancora la gente conosceva le parole, ora invece non è più così.
Da svariati anni, ormai, tutti gli abitanti della città si sono dimenticati il significato delle parole e con questo la capacità di esprimere qualcosa che vada oltre i bisogni basilari.
Nicolino, al contrario, non ha dimenticato nulla e sa perché è successo questo, è stato il libraio, quell'omino piccolo e brutto come un folletto che un giorno era comparso dal nulla e, senza chiedere nulla, aveva aperto una libreria dove i libri non si compravano ma si ascoltavano.
La gente si sa è malfidente, e quell'ometto, quel folletto maligno, proprio non lo vogliono; ne ridono, lo scansano,  lo temono, fino all'inevitabile tragedia.
Da questa tragedia assolutamente umana ne consegue una inspiegabile, insieme al Libraio spariscono anche tutti i libri e le parole.

In questo libro Vecchioni racconta di un bambino dall'animo sensibile che viene rapito dalla magia delle parole scritte, che si lascia trasportare da queste in un posto senza luogo né tempo e che scopre emozioni che non conosceva, eppure già erano dentro il suo cuore.
Il Libraio di Selinunte è un libro che racconta di come l'animo umano sia profondamente legato alla parola e si esprima tramite questa. La parola è il veicolo dell'anima.
Se la gente dimenticasse il significato delle parole e dei nomi, presto dimenticherebbe anche il significato delle cose, della storia e, infine, dei sentimenti.
La parola è il modo in cui la nostra anima si esprime, nei libri ci sono milioni, anzi miliardi, di parole e quindi milioni di anime ci vivono e sopravvivono.

Un testo adatto a chi ama leggere e ama i libri.
Una favola breve che si scaverà un posto nel vostro cuore, almeno per me è stato così!

Buona lettura,

Effe.
Il Libraio di Selinunte,
Roberto Vecchioni,
2004, Einaudi



Vi metto anche il link della canzone omonima!
Buon ascolto!


giovedì 29 agosto 2013

L'autobiografia più onesta di sempre

"Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l'essenza della mia vita..." Andre Agassi.

Bastano queste poche righe per convincere chiunque, non solo gli appassionati di tennis, che si tratta di un libro non solo da leggere, ma da avere. Uscito in Italia da due anni ormai, non abbandona le prime posizioni delle classifiche dei libri più venduti, come se Agassi, dopo aver conquistato il mondo del tennis, volesse conquistare anche quello dei libri, riuscendoci.
Queste pagine racchiudono la storia della sua vita, senza segreti o omissioni, Agassi ripercorre la sua carriera tennistica a partire da quando era bambino e il padre lo costringeva a colpire 2500 palline al giorno contro il "drago" perché "se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè un milione di palle l'anno, non potrai che diventare il numero uno". Un padre dispotico che ha dato inizio a una delle carriere più controverse del mondo tennistico; 21 anni di carriera vissuti attraverso le ribellioni di un adolescente, a partire dalla cresta ai capelli ossigenati, dall'orecchino alle tenute più da musicista punk che da tennista. Andre Agassi ha sconvolto il mondo del tennis e continua a farlo con questo libro, dove tutto è stampato e nulla è tenuto nascosto. Ripercorre le sue vittorie ma anche le sue sconfitte con i momenti bui della propria carriera; match contro Jimmy Connors, McEnroe, lo storico rivale Pete Sampras, ma anche Roger Federer vengono raccontati, analizzati e commentati dall'autore-tennista. Incontri e vita privata si mescolano in queste pagine, dove Agassi parla apertamente del rapporto col padre, dei suoi più grandi amici, tra cui l'enorme e vice-padre Gil, e dei suoi due matrimoni, con Brooke Shields e Steffi Graf.
Un libro onesto, sincero, così come sinceri ed espressivi sono gli occhi dell'autore in copertina. Un libro che colpisce dritto al cuore e fa capire che una vita apparentemente invidiabile, sempre sotto ai riflettori, nasconde in realtà diversi lati oscuri.

"Ho scoperto tardi la magia dei libri. Dei miei tanti errori che vorrei che i miei figli evitassero, questo è quasi in cima alla lista." Andre Agassi

Open. La mia storia,
Andre Agassi,
Einaudi, 2001

Vi consiglio anche la visione del filmato:

Buona lettura, 
Vi.

giovedì 25 luglio 2013

Un fiume di parole in piena che vi travolgerà

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente dalla tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.

Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di aver ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza dell'amico Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta.
Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare una risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Scrivo subito dopo averlo finito e aver finalmente dato una risposta a quella domanda che tanto tormentava il protagonista e i lettori: chi ha ucciso Nola Kellergan? Per prima cosa voglio dirvi di prepararvi perchè lo divorerete; appena lo inizierete non riuscirete più a staccarvene, leggere sarà più forte di voi, perché vorrete sapere anche voi la verità sul caso Harry Quebert. E quando lo finirete le sue quasi 800 pagine vi sembreranno poche, ne vorrete ancora e non potrete fare a meno che sentirvi vicini a tutti i personaggi che Dicker, l'autore, descrive e imprime sulla pagina in modo magistrale. Vi sentirete talmente partecipi della storia che vi sembrerà che sia successa per davvero e durante tutto il racconto cambierete continuamente l'opinione che vi siete fatti su ogni singolo personaggio; alla fine nessuno di loro sembrerà più quello che era all'inizio della storia. Un giallo che, oltre a essere molto ben scritto, tiene col fiato sospeso fino alla fine, senza lasciar intuire nulla, se non nel momento giusto; cosa indispensabile per un buon giallo ma che, purtroppo, non si trovata da un po'.
Questo libro però non è semplicemente un thriller, una storia di omicidio, ma è molte altri racconti insieme: una storia d'amore e le vicende di un giovane scrittore, il quale riesce a intrecciare nella trama anche una specie di vademecum per riuscire a scrivere un buon libro che faccia parlare le persone, e questo lo è certamente.
Sbaragliando la concorrenza di Dan Brown, "La verità sul caso Harry Quebert" si trova ancora ai vertici delle classifiche, inducendo milioni di lettori a porsi la stessa domanda che pervade il romanzo: chi ha ucciso la piccola Nola Kellergan?
Degno di nota anche un richiamo letterario del celebre "Lolita" di Nabokov, che traspare dalla continua ripetizione e sillabazione del nome dell'amata: N-O-L-A.
L'unica cosa su cui mi sento di polemizzare riguarda l'editore italiano (Bompiani) a causa della presenza di qualche refuso all'interno del testo; ma sono errori talmente minimi che solo i lettori più pignoli se ne accorgeranno e, d'altronde, sono accettabili su un libro di una tale mole.

La verità sul caso Harry Quebert,
Joel Dicker,
Bompiani, 2013

Buona lettura, 
Vi.